nuvolento

Nuvolento

Nuvolento è un comune della provincia di Brescia di circa 4080 abitanti (al 30 Giugno 2011) e affonda le sue radici storiche fino all’epoca dei Celti e degli Etruschi di cui si hanno però notizie oscure e scarsamente documentate.

Nel 197 a.C. avviene la vittoria del console romano Cetego sui Galli Cenomani presenti in quest’area fin dal V secolo a.C. e da questa data in avanti ci sono molti reperti storici che rendono nota la vita di Nuvolento: dodici epigrafi, steli, altari, resti di ville testimoniano come in questa zona ci fosse un importante nucleo residenziale con tempio pagano, presidio militare, mercato per gli scambi commerciali, tribunale con magistrati che provvedevano all’amministrazione della giustizia, alla manutenzione delle strade e agli approvvigionamenti annonari.

L'incontro di varie strade che facilitavano l’accesso di Roma alla Gallia e alla valle del Reno ha reso Nuvolento importante sia in epoca romana che nelle epoche successive quando la Pieve romanica, sorta sulle rovine del tempio pagano, divenne centro di giurisdizione religiosa e amministrativa, sul territorio, da Mazzano al colle di sant’Eusebio e per secoli fu punto di riferimento religioso per tutta la zona.

La Pieve, per molti secoli definita di santa Stefania, originariamente doveva essere dedicata a santa Maria Assunta come la cattedrale di Brescia. Prese la titolazione di Santa Stefania per un equivoco: il termine “stefanìa” pare indicasse le ricorrenze liturgiche di s.Stefano I papa e di s.Stefano diacono protomartire che venivano celebrate rispettivamente il 2 ed il 3 agosto. Era proprio il culto di queste due figure ad essere particolarmente sentito dalla comunità della zona: la prima si celebra per antica tradizione ed è oggi legata alla festa del Perdono d’Assisi. Santa Stefania invece non figura nel Martirologio Romano.

I monaci Benedettini del monastero di Serle, nel Medioevo, per facilitare l’opera di bonifica dei terreni della pianura eressero a Nuvolento, nei pressi della località Arsana, un monastero succursale di quello principale del monte Orsino, intorno al quale si venne formando un nuovo nucleo residenziale.

In questa zona pedemontana, relativamente distante dall’antica Pieve, andò formandosi la nuova comunità di Nuvolento: in principio attorno al monastero ed alla chiesetta di sant’Andrea, successivamente attorno alla nuova chiesa di santa Maria della Neve che, verso la fine del 1500, divenne chiesa parrocchiale. Nel 1610, dal censimento effettuato dal veneziano Giovanni da Lezze, risulta che Nuvolento contava 800 anime.

Il 30 giugno 1849 anche alcuni abitanti di Nuvolento furono fra i patrioti che assaltarono la locale caserma austriaca e che tentarono, a breve distanza, di assalire un convoglio militare: furono catturati e fucilati nello spiazzo di Santa Chiara a Brescia.

È possibile accennare alle vicende della scuola a Nuvolento a partire dalla fine del 1800 quando si potevano frequentare soltanto le prime tre classi ed esistevano due sole aule.

Nel 1904 fu istituita una scuola serale. Nel 1906 cominciò a funzionare un asilo infantile.

L’attuale edificio della scuola elementare fu costruito nel 1934. La scuola media fu istituita il 1 ottobre 1969 e fu ospitata in alcune aule della scuola elementare e poi, per quindici anni, nei locali dell’Oratorio parrocchiale fino al 1984 quando entrò in funzione il nuovo edificio in via Caduti della Resistenza.

 

Curiosità Botanica: L’OPUNZIA COMPRESSA (fico d’India nano)   

Nei pressi della chiesetta degli Alpini, sul colle noto come “Balaròt” prospera una discreta colonia di questa cactacea dalle piccole pale raggrinzite.

Non è diffusissima ma qui fra l’erba e i massi sporgenti dei calcari compatti della Corna questa Opunzia nana (è dettacompressa per il suo portamento abbassato, vicino al suolo) pare abbia trovato proprio il suo abitat: predilige infatti, come le altre piante di fichi d’India, ambienti aridi e la sua struttura le permette di immagazzinare acqua durante il periodo primaverile che trasforma in succhi mucillaginosi che ne sfavoriscono il rilascio.

Sono poi sempre questi succhi che le permettono di resistere durante i nostri freddi inverni anche a temperature al di sotto dello zero, poiché abbassano il punto di congelamento dei suoi tessuti

 

A cura di Alberto Franzoni