Cave Canem , Cracking Art a Rezzato

Cave Canem

 

10 Settembre - 2 Ottobre, 2016 

Cava Burgazzi di Virle Treponti, Brescia

 

http://www.crackingartgroup.com

 

Il 10 settembre alla Cava Burgazzi di Virle Treponti avrà inizio l‘installazione intitolata Cave Canem.

 

L’evento, organizzato dal Consorzio Marmisti Bresciani nell’ambito della valorizzazione della Via del Marmo e curato da Lillo Marciano, presenterà al pubblico un’installazione site-specific di Cracking Art che sancirà la nascita di una nuova opera d’arte: un lupo in Marmo di Botticino.

 

L’obiettivo è quello di rilanciare il confronto naturale/artificiale che è alla base della filosofia Cracking Art, dando così modernità al marmo e classicità alla plastica, il medium artistico per elezione del movimento. In questo modo la Plastica sostiene il Marmo così come nella mission artistico-culturale del movimento l’arte contemporanea sostiene l’arte del passato.

 

Il lupo, animale simbolo per gli artisti di Cracking Art, che comunica l’idea del branco, dell’agire per il bene comune, padroneggerà nella cava bresciana in tutta la sua maestosità ed eleganza. Quest’opera in pietra che racchiude in sé anche un’idea di solidità e forza individuale, sarà immersa in un branco colorato di 60 lupi di plastica, come ulteriore sviluppo del rapporto tra naturale e artificiale.

 

Come vuole la prassi del progetto “L’Arte che rigenera l’Arte” – che dal 2012 consiste nella raccolta fondi a favore del restauro del patrimonio artistico e per il sostegno di progetti culturali – piccoli animali in plastica verranno venduti per tutta la durata di Cave Canem.

 

Il ricavato di tale vendita sarà destinato alla Scuola delle Arti e della Formazione Professionale Rodolfo Vantini, l’istituto più antico della Lombardia con sede a Rezzato (Brescia).

 

A partire da sabato 10 settembre fino a domenica 2 ottobre l’installazione sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 15.30 alle 20.30.

 

Per info e visite guidate 030 2594506, mail: info@consorziomarmisti.org

 

Photo Credits: Tiziana Arici e Orlando Salmeri