Museo dello Spiedo

Museo dello Spiedo

 

 

Nel territorio di Ecomuseo del Botticino, ma più diffusamente nella provincia bresciana, ciascuno prepara il miglior spiedo!

 

Ogni buon cacciatore conosce il segreto per cucinare il miglior spiedo da "far leccare i baffi".... forse è vero, il che vuol dire che non si finirà mai di mangiare lo spiedo migliore!

 

Serle, comune facente parte di Ecomuseo del Botticino, ha, in materia legiferato con un disciplinare che stabilisce come si debba fare, o almeno, come viene fatto, lo spiedo a Serle. Piccoli segreti e tanta tecnica fan poi la differenza.

 

A Prevalle, vista anche la presenza della ditta Feraboli che ormai da anni produce spiedi e macchine per spiedo non poteva mancare una esposizione di macchine per spiedo (gentilemente concesse dalla ditta Feraboli) ed il disciplinare di Serle oltre ad un menu tipico per un pranzo a base di spiedo!

 

La cottura dello spiedo è a fuoco lento, prolungata, mentre le "prese", infilzate sugli schidioni, compiono una rotazione su stesse ed una rotazione di tutto il tamburo!

 

da "La Cucina Bresciana"  pagg 139-140: "un tempo molto lontano bastava un lungo ramo, dove infilzare la carne, appoggiarlo sopra due rami biforcuti e lo spiedo era fatto. In seguito, con la scoperta del ferro e della sua lavorazione, dove noi bresciani siamo maestri, si usarono lance e bacchette di ogni tipo. Oggi ci sono macchinari molto sofisticati che attorno ad un lungo perno centrale fanno girare 4,6 perfino 10 bacchette. Sullo spiedo mise mano e cervello anche il grande Leonardo da Vinci con il suo spiedo mosso da una ventola che girava con il fumo e l’aria calda. Nella nostra provincia qualche ristoratore usa tuttora questi antichi meccanismi. Sostanzialmente i modi sono tre: lo spiedo libero davanti al camino, dove brucia la legna; all’aperto con un letto di braci prodotto altrove; nel tamburo chiuso con le braci prodotte altrove."

 

Lo spiedo all'aperto è composto di un perno centrale su cui vengono messi gli schidioni (caricati con le prese), un motore per far ruotare il perno centrale, e la leccarda, grande recipiente per raccogliere il burro e il grasso di cottura.

 

Lo spiedo al chiuso anzichè essere messo davanti al camino ha all'intorno una copertura, il tamburo, all'interno del quale vengono messe le braci e le carni da cuocere. Il tamburo è una sorta di forno all'interno del quale rimane il calore delle braci.

 

Tutte le fotografie e gli spiedi appartengono alla "ditta Feraboli" e sono gentilmente concesse per la diffusione della conoscenza dell'arte e della tecnica della preparazione dello spiedo De.Co. di Serle