Il bacino marmifero bresciano

Il marmo Botticino e le brecce policrome

Risalendo la Valverde presso l’abitato di Botticino Mattina si raggiungono, sul versante meridionale del Monte Fratta, le cave di marmo Botticino Classico; entriamo così in quello che si può definire il fulcro antico dell’intero bacino marmifero bresciano, formazione mesozoica a composizione calcarea nota con il nome di “Corna”, oggi una delle aree estrattive più intensamente sfruttate per la qualità del materiale lapideo. L’osservazione a distanza di questi laboratori a cielo aperto consente di apprendere visivamente le tecniche di escavazione usate sul massiccio calcareo, suddiviso in bancate alte circa 3 metri e separate dalla presenza ritmica di sottili bande di argilla dette reléf, che separano le stratificazioni marmoree. Il bacino estrattivo prosegue poi verso la valle di Nuvolera dove si estrae il marmo Botticino Semiclassico, mentre salendo a Serle in località Tesio, ritroviamo le cave di marmo Botticino Fiorito.

Il marmo Botticino presenta una pasta di fondo di color beige in cui spiccano noduli algali allo stato fossile, gli oncoliti, a cui si deve la cosiddetta mandorlatura del marmo, che assieme alle sottili e regolari venature giallo ocracee dette stiloliti, tipicizza il pregiato materiale lapideo.

Un’altra tipologia di pietra estratta nel generoso bacino marmifero bresciano è la breccia. Tra Paitone e Gavardo si cava la breccia Aurora, mentre tra Sabbio e Vobarno si estraeva la breccia Oniciata, di cui oggi rimangono solo cave dismesse e in stato di abbandono. Dobbiamo invece recarci poco distante, sul Monte Casto, per ritrovare le ultime tracce dell’attività estrattiva dove ancora oggi è cavata la breccia Damascata, una varietà di breccia Oniciata.

Tutto il rilievo calcareo è inoltre cariato al suo interno dalle fenomenologie carsiche, che hanno dato origine ad imponenti cavità ipogee, i büs, la cui concentrazione maggiore è rintracciabile presso l’Altipiano di Cariadeghe a Serle e di cui il ben noto Buco del Frate a Prevalle rappresenta un esempio significativo per la sua importanza geologica e naturalistica.

 

Bibliografia

N. ROCCHI, C. SIMONI, La via del marmo. Storia, ambiente, itinerari, Provincia di Brescia Settore Ecologia, Grafo Editore, San Zeno (BS) 2002.

A. PORTERI, C. SIMONI, Il marmo bresciano. territorio, vicende, economia, Grafo Editore, Brescia, 1997.

DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PARMA, Il marmo Botticino Classico, Giorgio Zeusi Editore, Verona, 2006.

A. BUSI, G. SCROFFI, I sentieri della Valverde, Comune di Botticino, Stampa M. Squassina, Brescia, 1995.