Ripristino delle sorgenti storiche: parte prima

L'idea di valorizzare le sorgenti del territorio comunale nasce dal contesto di sottolineare la particolarità importante della nostra piccola valle del Vrenda, luogo da sempre ricco di acque. L'origine del toponimo "Vallio", infarri, allude alla presenza d'acqua, essendo riconducibile ai termini "valle e "ruscello".

Il progetto, nato lo scorso anno, ha il duplice scopo di fornire elementi scientifico-naturalistici per lo studio comparato delle sorgenti e di configurarsi come un intervento a tutela del territorio, che ne promuove l'utilizzo da parte di tutti, specialmente degli sportivi e dei turisti. Questo progetto ha avuto l'approvazione di regione Lombardia e la collaborazione dell'associazione culturale Ecomuseo del Botticino riuscendo ad ottenere finanziamenti a copertura di circa l'80% delle spese preventivate.

Con un modesto investimento economico, il Comune di Vallio Terme, grazie al sostegno generoso e preciso di numerosi volontari, ha potuto realizzare un progetto veramente importante ed utile. Mentre i volontari hanno censito le fonti, selezionandone 28 (non è stato possibile inserirle tutte, essendo troppo numerose), si è proceduto rilevando le coordinate GPS, ripristinandole ove necessario e rendendo percorrivili i sentieri d'accesso, nella speranza che gli abitanti desiderino ripercorrere gli antichi tracciati, ripristinati e ben segnalati. Sempre gli stessi si sono occupati della posa della segnaletica e qui sorge il bisogno di ringraziarli pubblicamente per l'impegno con cui si sono adoperati.

Per ognuna delle sorgenti è stato realizzato un tabellone segnaletico riportante: il toponimo, anche in lingua locale, la localizzazione della sorgente sulla mappa, l'altimetria, la temperatura e il PH dell'acqua, una descrizione scientifica del sito, con la sua vegetazione, le sue caratteristiche geomorfologiche e alcune fotografie (di cui una ravvicinata della sorgente).

Per conoscere nel dettaglio i risultati del lavoro svolto è possibile scaricare in questo articolo e nei seguenti due articoli i documenti PDF allegati a lato o visionarli nella fotogallery sottostante.

 

A cura di Floriano Massardi