Botticino - Chiesa parrocchiale dei santi Faustino e Giovita

Nel XVIII secolo iniziò la costruzione della nuova chiesa dedicata ai martiri bresciani Faustino e Giovita. Il progetto fu affidato all’architetto Giovanni Battista Marchetti, al tempo impegnato nella costruzione del Duomo Nuovo di Brescia e nella villa Avogadro-Fenaroli di Rezzato, con la collaborazione del figlio abate Antonio Marchetti. La posa della prima pietra avvenne nel 1740 e l’edificio fu concluso nel 1799. L’edificio è in stile barocco e presenta una navata unica su cui si affacciano gli altari laterali ed il presbiterio.

Tra le opere della chiesa, degni di nota, sono i cinque splendidi altari realizzati da artisti rezzatesi, tra il 1770 ed il 1830 circa, i quali mostrano l’evolversi nel tempo del gusto estetico e degli stili artistici, passando dallo stile barocco a quello neoclassico.

Gli affreschi dell’area presbiteriale sono lavori attribuiti a Pietro Scalvini, noto esponente del Barocchetto nel XVIII secolo, mentre nella volta della navata si possono ammirare le opere attribuite a Carlo Rosini.

Degno di nota l’organo realizzato tra il 1774 ed il 1779 dal veneziano Callido Gaetano Antonio, importante per la raffinatezza estetica e per l’estensione della gamma sonora.

Discosto dalla chiesa si erge il campanile, opera realizzata interamente in marmo Botticino a partire dal 1845. Subito si provvide all’acquisto del concerto di cinque campane in bronzo, provenienti dalla fonderia Innocenzo Maggi di Brescia ed il progetto venne affidato al conte Francesco Carini che, nel 1849, consegnò il disegno all’Ing. Pietro Filippini, direttore dei lavori, mentre la commissione parrocchiale affidò l’opera alla ditta Gaffuri di Rezzato. Nel 1850 venne chiamato l’Ing. Luigi Donegani per esaminare il luogo del fondamento che ne approvò posizione, profondità e solidità e nel 1851 venne consultato il celebre architetto Rodolfo Vantini che “vista la fabbrica la trova gradevole assai”. Nel 1853 venne sospesa la costruzione, già arrivata a due terzi, per la mancanza di denaro e nel 1882, grazie all’intervento di don Luigi Ardigoni, ripresero i lavori con la direzione dell’Ing. Luigi Arcioni. Nel 1898 la torre venne ultimata e inaugurata “a spese del popolo”, come riporta la targa incisa nella parte inferiore del campanile. Dopo sedici anni dal completamento venne installato l’orologio comunale ed il parafulmine.

La costruzione è una massiccia torre realizzata con conci squadrati di marmo Botticino, che vede la fascia inferiore caratterizzata da portali neoclassici sormontata da una lunga fascia interrotta centralmente da un cornicione e dall’orologio. Su di essa si imposta  la cella campanaria composta da quattro archi incorniciati da pilastri e coronata da una bella balaustra neoclassica, chiusa agli angoli da acroteri piramidali.